Ernesto Rafael Guevara De la Serna

28 giugno 2008

Cronologia della vita del Che:

1928-1930 – Nasce a Rosario il 14 giugno, primo di cinque figli, da Celia de la Serna ed Ernesto Guevara Lynch. Trascorre i primi due anni di vita nel Nord dell’Argentina, nella sperduta e selvaggia zona di Misiones. Soffre di una forma cronica di asma e la famiglia si trasferisce sulla Sierra di Alta Gracia, vicino Córdoba.

1945-1950 – Si trasferisce a Buenos Aires assieme alla famiglia e lavora come impiegato municipale pur frequentando la Facoltà di Medicina. Compie il primo viaggio di 4.500 km in motocicletta insieme al suo miglior amico Alberto Granado.

1951-1952 – Viaggia attraverso il Cile e il Sud America fino alla Florida.

1953 – Si laurea e parte per un terzo viaggio attraverso il Sud America, questa volta in compagnia di un altro amico, Carlos Calica Ferrer. Inizia ad interessarsi alla politica e si avvicina al comunismo.

1954-1956 – Conosce la giovane peruviana Hilda Gadea che sposerà nel ‘56. Da lei ha una figlia, Hildita. Si trasferisce a Città del Messico. Conosce Fidel Castro e viene arrestato assieme ad altri cubani. È liberato dopo circa due mesi di prigionia.

1957-1958 -Come “medico-guerrigliero” partecipa al fianco di Castro all’invasione della Sierra Maestra all’Avana e alla Battaglia di Santa Clara.

1959-1960 – Diventa cittadino cubano ed entra a far parte del governo castrista come ministro dell’Industria e presidente della Banca Nazionale. Per un certo periodo è direttore del carcere La Cabaña. Sposa Aleida March da cui avrà quattro figli (Aleidita, Camilo, Celia, Ernesto). Compie viaggi diplomatici all’estero.

1961-1964 – Partecipa alla conferenza degli stati americani a Punta del Este. Viene posto al comando della Difesa durante la crisi della Baia dei Porci. Incontra ad Algeri Ben Bella, partecipa a Mosca ai festeggiamenti per il 47.mo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, interviene a New YorkONU. In questa circostanza pronuncia alla televisione americana un durissimo discorso in cui riafferma la propria posizione anti-capitalistica. Parte per un lungo viaggio in Africa. all’assemblea dell’

1965 – A marzo rientra a Cuba ed appare per l’ultima volta in pubblico. Il 1 aprile, in una lettera a Castro, annuncia le sue dimissioni da ogni carica e da cittadino cubano. Il mese successivo si reca segretamente in Congo per aiutare militarmente i rivoltosi durante la crisi del Congo. Vi resterà fino a novembre quando – altrettanto clandestinamente – fa rientro a Cuba. Assieme ad un gruppo di fedeli tra cui Tania prepara un piano di guerriglia per portare la rivoluzione in Bolivia.

1966 – A novembre si reca sotto falso nome in Bolivia e inizia a scrivere il “Diario”.

1967 – A causa di alcuni delatori la sua possibile presenza in Bolivia viene segnalata dalla stampa. Nonostante questi avvertimenti, l’esercito boliviano è colto di sorpresa durante alcune perlustrazioni dell’area del rio Ñancaguazu, affluente del rio Grande. Numerose sono le perdite per l’esercito tanto che, in presenza di consiglieri militari nordamericani, vengono ristrutturati i comandi. Nonostante questi primi successi, la guerriglia non incontra l’appoggio desiderato. L’opposizione di alcuni membri del partito comunista boliviano, che reclamavano la direzione delle operazioni, la scarsa adesione delle popolazioni contadine, martellate da una propaganda nazionalista, contro l’invasione straniera, da parte del governo dittatoriale del generale Barrientos, le inospitali regioni, coperte da boscaglie spinose e deserti, e la cattura e successiva delazione, anche sotto tortura, di alcuni membri della guerriglia, debilitano l’azione del Che. L’esercito frattanto consolida le posizioni ed eleva il numero e i mezzi dei combattenti. Tra agosto e settembre, oramai braccato da forze sostanzialmente superiori, la sua presenza viene segnalata da alcuni contadini nelle vallate tra il rio Grande e Pucarà. L’8 ottobre in uno scontro a fuoco viene ferito alle gambe e catturato nella “quebrada del Yuro”. Il giorno dopo viene ucciso a sangue freddo nella scuola del villaggio de La Higuera per ordine di Barrientos. Felix Rodriguez, agente della CIA di origine cubana, consigliere militare dell’esercito boliviano, scatterà le ultime foto in vita del Che.

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La croce celtica

9 aprile 2008

La croce celtica è la combinazione di una croce con un anello intorno all’intersezione. È caratteristica del cristianesimo celtico, anche se non si escludono origini precedenti.

Una trasformazione della croce celtica è divenuta simbolo di movimenti di estrema destra in tutta Europa.

Venne adottata dal Partito Popolare Francese, un partito politico fascista condotto da Jacques Doriot prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra i partiti collaborazionisti della Francia di Vichy esso è considerato generalmente come il più vicino al Nazismo.

Le associazioni culturali della croce celtica (più propriamente della “croce solare”) che portavano avanti idee a sostegno di un “occidentalità” dell’Europa e delle cosiddette “antiche tradizioni ariane”, hanno incoraggiato fin dagli anni sessanta l’adozione di una forma stilizzata del simbolo, da parte di diversi gruppi di estrema destra, in particolare in Francia (dove era il simbolo dei terroristi dell’OAS e oggi di ad esempio Occident e GUD).

In Italia nel 1993 la legge Mancino sanzionò l’utilizzo dei simboli di organizzazioni e movimenti che istigano all’odio razziale, la croce cosiddetta celtica stilizzata si trova ad essere equiparata alla svastica del nazismo, costituendo apologia di reato(apologia fascista).

Dopo l’infittirsi di multe, sequestri e sanzioni soprattutto negli stadi di calcio, è sorto il movimento in difesa della croce cosiddetta celtica, sostenuto da alcune formazioni di estrema destra tra cui Forza Nuova.

In anni più recenti il tradizionale simbolo celtico è stato adottato da movimenti politici neonazisti e nazionalisti bianchi, che lo usano come simbolo per rappresentare a detta loro, “l’insieme delle popolazione europee caucasiche”. In questi usi recenti, viene talvolta chiamata anche “ruota del sole”. Il simbolo può talvolta identificarsi anche con i nazionalisti radicali che si rifanno a Terza Posizione o al cosiddetto nazionalismo cattolico.

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La falce e martello

9 aprile 2008

La falce e martello è il simbolo usato per rappresentare il comunismo e/o il socialismo . Il simbolo è costituito da una falce sovrapposta a un martello.

Le organizzazioni proletarie dell’Europa occidentale scelsero il martello come proprio simbolo di classe nella seconda metà del XIX secolo. Alla vigilia della rivoluzione russa il martello era un simbolo della classe operaia diffuso e riconosciuto tra le file del movimento rivoluzionario russo.

Nell’araldica russa fino al 1917 la falce è frequente negli stemmi di molti villaggi e cittadine, a rappresentazione del raccolto e del lavoro agricolo.

I due attrezzi vennero scelti come simboli della classe lavoratrice e rappresentano l’unità tra i lavoratori agricoli e industriali.

Fu Lenin a decidere di sovrapporre i due simboli nella maniera popolarmente conosciuta, mentre fu il successo della rivoluzione bolscevica a decretarne il successo. Nella neonata Russia sovietica, l’emblema della falce e martello fu adottato per decisione governativa tra la fine di marzo e l’inizio di aprile del 1918 e ratificato nel V congresso dei Soviet il 10 giugno 1918.

Dal 1918 anche il Partito Socialista Italiano adotta la falce e martello bolscevica, ma quando nel 1921 nascerà il Partito Comunista d’Italia, questo aggiungerà anche una stella indicante l’appartenenza alla Terza Internazionale. Quando quest’ultima verrà sciolta, la stella rimarrà come riferimento alla Stella d’Italia; la stella, quando è rossa, rappresenta il governo del Partito Comunista

La bandiera rossa, su cui sono raffigurati la falce e martello, rappresenta il sangue versato dal popolo durante le lotte popolari; nasce nel 1848 a Parigi, quando gli operai sfilarono usando come bandiere le camicie sporche di sangue degli operai morti nella repressione avvenuta appena prima.

In Italia tale simbolo ha rappresentato l’icona elettorale del Partito Comunista Italiano e, fino al 1985, anche del Partito Socialista Italiano, mentre attualmente adottano la falce e martello Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani, ormai uniti in Sinistra Arcobaleno, e i tanti altri movimenti che si richiamano al marxismo e al leninismo.

I trockijsti adottano talvolta un simbolo della falce e martello simile, ma orientato specularmente ovvero con l’incavo della falce orientato verso destra e all’interno del quale è inscritto il numero 4 (riferimento alla Quarta Internazionale di Trockij).

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Cos'è la politica?

9 aprile 2008

Secondo un’antica definizione, la politica è l’Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis, città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare (per scelta popolare in democrazia, o per altre ragioni in altri sistemi), quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo o di opposizione.

La politica può essere suddivisa in tre branche: politics, policy e polity.

Politics: si intendono le dinamiche attuate dai vari partiti per tentare di conquistare il potere politico. Le dinamiche potranno essere democratiche o meno, in base al sistema di riferimento dello stato in questione.

Policy: si intendono atti giuridici attuati dal potere politico per gestire lo stato.

Polity: si intende il consenso da parte della società al potere politico e la coesione sociale tra le varie classi.

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